Nient'altro è che prendere un pezzetto di tempo,
bloccarlo e imprigionarlo su un sottile strato di carta.
Carta di alta qualità, resistente e lucida, proprio come il ricordo che raffigura.
Sembra facile essere fotografi, per lo meno appare alla portata di tutti...
una macchina fotografica e via!
No no signori, non banalizziamo ciò che agli occhi pare semplice.
In realtà dietro quel semplice gesto, quell'elementare "clic" vi è un ragionamento,
un'emozione, un sentimento vero e proprio che a noi non è sempre concesso sapere.
Possiamo limitarci ad osservare quello che la fotografia raffigura,
ma potremmo mai capire cosa realmente significa?
Potremmo mai capirne veramente il messaggio?
L'esperienza del fotografo può essere d'aiuto: un buon accostamento dei colori,
la capacità di ritrarre il momento adatto, l'inquadratura, l'atmosfera...
Ma serve anche la nostra sensibilità per scavare in quel sottile strato di carta.
Il lavoro del fotografo e quello del pittore si somigliano, vero?
Io in alcuni casi credo di sì perchè entrambi prendono spunto dalla natura,
ossia ciò che di più vitale esiste e lo imbevono di altre mille significati,
creando qualcosa di personale ma adatto a tutti.
Penso che anche questa sia una piccola forma artistica...
Ma come ogni cosa che profuma di arte, spesso non ha regole precise,
a volte scivola nell'assurdo e ognuno interpreta il risultato come meglio crede.
Beh, in conclusione mi viene in mente solo questo da dire:
Fotografate, fotografate, fotografate, fotografate fotografate fotografate!
lunedì 14 settembre 2009
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